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    Pneumatici a fine vita, una miniera per il riciclo

    Scritto da Francesco Blasi 6 mesi fa
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    Ogni anno arrivano a fine vita in Italia circa 350.000 tonnellate di pneumatici –  pari in peso a oltre 38 milioni di pneumatici per automobile – staccati dalle nostre autovetture, mezzi a due ruote, camion, autocarri, fino ai grandi mezzi industriali e mezzi agricoli.

    Uno pneumatico arrivato a fine vita è una miniera. Se avviato a corretto recupero e successivamente a riciclo, può essere recuperato in tutte le sue componenti: acciaio, ferro, fibre tessili, gomma. Ogni materiale può essere raccolto e riutilizzato in moltissime altre applicazioni, siano esse in edilizia, negli arredi urbani, nello sport. Una storia di economia circolare di successo che in Italia porta alla raccolta e al riciclo del 100 per cento dei pneumatici che arrivano a fine vita ogni anno.

    Dal 2006 una direttiva dell’Unione Europea vieta l’invio in discarica dei PFU, riconoscendo alla gomma riciclata qualità e valore tali da renderne obbligatorio il recupero. Ma fino al 2011 non esisteva in Italia un sistema nazionale articolato su soggetti autorizzati che ne gestisse la completa raccolta e recupero, con attento monitoraggio delle attività e tracciamento dei flussi.

    Il 7 settembre 2011 tale sistema è entrato in attività grazie al DM 82/2011, ed i vari consorzi operano  con la responsabilità di rintracciare, raccogliere e recuperare una quota di PFU corrispondente in peso alla quota di pneumatici nuovi immessi nel mercato del ricambio dalle aziende socie l’anno solare precedente, mediamente 210.000 tonnellate/anno.

    L’intero sistema è finanziato da un contributo ambientale che ogni acquirente di pneumatici paga all’atto dell’acquisto di un pneumatico nuovo o usato importato (valore proporzionato per ogni diverso tipo di pneumatico, in relazione al peso e che deve essere visibile in riga separata nel documento fiscale di vendita) e che serve esclusivamente ad assicurare la corretta gestione del pneumatico a fine vita che verrà sostituito dal nuovo acquistato.

    Ecopraxi tramite ditte autorizzate si occupa di tutte le operazioni necessarie: dalla raccolta al trasporto dei PFU agli impianti specializzati, fino alle attività di trattamento e recupero.

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      Approfondimenti
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